martedì, 26 maggio 2009
Elezioni Europee
14:55
Scritto da : grillocos
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venerdì, 10 aprile 2009
ABRUZZO
10 aprile 2009 PRIMO PIANO - Articolo
Non vi dimenticheremo
Le bare non parlano.
Così 205 bare raccolte tutte assieme in un giorno pieno di sole ci chiamano a un dolore silenzioso, come quello dei parenti di gran parte delle 289 vittime del sisma che ha ferito l’Abruzzo e che continua conl’ennesima scossa del sisma che sveglia l'Aquila all'alba e il sindaco costretto a dichiarare inagibiletutto il patrimonio residenziale pubblico e privato della città.
Quattro file sul piazzale della caserma della Guardia di Finanza a Coppito dell’Aquila, molte sormontate da quelle piccole e bianche dei bambini morti con uno dei genitori; il più giovane Antonio, cinque mesi, in una cassa di meno di mezzo metro, posta sopra quella della madre Darinca. Ci sono sulle venti casse dei piccoli e su quelle dei grandi piccole cose a ricordarci le vite spezzate: un giocattolo, un numero di identificazione, un nome o un fiore, la maglia della propria squadra. La cerimonia a cui hanno partecipato almeno 5.000 persone, è cominciata alle 11.00, subito dopo l’arrivo delle autorità: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il premier Silvio Berlusconi, i presidenti di Senato e Camera, il leader dell’opposizione Dario Franceschini. E poi un centinaio di volontari con le loro casacche gialle e arancioni, quasi a voler contrastare il lutto.
Il segretario del Papa, padre Georg Gaenswein, ha aperto la cerimonia leggendo il messaggio del Pontefice all’Abruzzo terremotato, che ha invitato a «non cedere allo sconforto», a «continuare a sperare». «Questo è il momento dell’impegno in sintonia con lo Stato», ha scritto il Papa rilevando di aver «notato una crescente onda di solidarietà » e sottolineando che «anche la Santa Sede intende fare la sua parte». È stata poi la volta del segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, che, dopo la lettura del Vangelo di Giovanni del venerdì Santo, ha pronunciato la sua omelia nella quale ha elogiato l’ «Italia solidale e fraterna» che si è riunita attorno alle bare e ha esortato «a riprendere il cammino». C’è stato un rito anche per i morti islamici nel quale l’imam Mohammed Nour ha evocato l’ “unità di tutti di fronte all’unico Dio”.
Tra i tanti post arrivati su PdNetwork ( qui il link a una selezione) riportiamo quello di Angelo Democratico:
L'Abruzzo sta vivendo momenti di terrore,di angoscia.
I morti accertati,dopo l'ultima scossa sismica,sono saliti 279. Il numero sembra però destinato ancora a salire purtroppo.
Lo sciacallaggio imperversa.Persone senza uore,approfittano di questa tragedia per entrare nelle case distrutte e rubare soldi,oggetti cari...
Serve l'aiuto di tutti,affinchè il prima possibile possa tornare li la normalità.
COME AIUTARE:
POSTE ITALIANE ha attivato il Conto Corrente 10400000.E' possibile dunque fare un versamento;
POSTE MOBILE:per tutti i clienti che hanno scelto questo operatore telefonico è possibile inviare un SMS al numero 377.2048580 dal valore di 1 EURO;
CARITAS:è possibile fare un'offerta alla Caritas Italiana:CAUSALE “TERREMOTO ABRUZZO”,cc Postale n.347013 o tramite Unicredit Banca di Roma S.P.A Iban IT38 K03002 05206 000401120727;
ANPAS:Presente sul posto con volontari,mezzi,unità cinofile,lancia la raccolta fondi sul cc 512812 Iban IT 17V 05018 02800 000 000512812-Banca etica-Filiale causale:Anpas Emergenza Abruzzo;
FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE:promuove una raccolta fondi da destinare ad “agenzie collegate con le chiese protestanti che hanno approvata e consolidata esperienza nel campo del soccorso a popolazioni colpite da calamità naturali:ccp 38016002 Iban IT54 S0760103200 000038016002 Intestato a Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.Causale:Terremoto Abruzzo;
L'ARCI:ha aperto la sottoscrizione sul conto intestato a Associazione Arci,Via dei Monti,Pietralata 16,00157 Roma,Iban IT32K0501803200 000000 128000 Causale:Emergenza Terremoto Abruzzo;
TIM,WIND,VODAFONE,3ITALIA,TELECOM ITALIA:manda un SMS al 48580 dal valore di 1 EURO.Stesso numero per donare 2 EURO da rete fissa TELECOM ITALIA
LEGGETE ATTENTAMENTE QUESTE INDICAZIONI:
Donazioni in denaro:verificare che l'organizzazione attui azioni mirate in stretto collegamento col territorio;tener conto della reputazione dell'associazione;preferire donazioni tramite conto corrente o chiedere ricevuta per donazioni con denaro contante;le donazioni a onlus sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi;
Materiale e generi alimentari:donare solo ciò che è richiesto,nuovo o in ottimo stato.
Volontari:alla prima fase devono partecipare solo volontari specificatamente formati dalla Protezione civile e già organizzati nelle loro associazioni.
NUMERI UTILI:
La Protezione Civile Abruzzo ha messo a disposizione un numero verde per informazioni,attivo 24 ore su 24:800.860146
Per offerte di alloggio digitare lo stesso numero o scrivere una e-mail alla Protezione Civile;
Per volontari da tutta Italia:06.68201,numero della Protezione Civile Nazionale.
c'è chi come i ragazzi de L'Aquila sta raccogliendo fondi che verranno girati al Comune (tutte le info sul sito di la Ciudad http://www.laciudad.it/LaCiudad/EarthQuake.html )
22:31
Scritto da : grillocos
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giovedì, 22 gennaio 2009
BOSSI
E Bossi dà i «due mesi» a Giulio
«A marzo voglio i conti». Spuntano vecchie stime: per il federalismo fiscale non bastano 100 miliardi
Umberto Bossi e Giulio Tremonti (Ap) |
ROMA — «Fino a marzo. Tremonti ha chiesto tempo fino a marzo, e noi gli daremo tempo fino a marzo». E Bossi, mentre parlava attorniato dai deputati leghisti, continuava a scrivere una ruvida lettera che di lì a poco avrebbe inviato al ministro dell’Economia. Una settimana fa le tensioni tra il senatur e l’«amico Giulio» erano arrivate all’apice: l’emendamento che consentiva a Roma di sforare i limiti di spesa regolati dal patto di stabilità per i comuni, aveva scatenato la polemica dei sindaci nordisti del Carroccio.
Quel giorno, dinnanzi alla rivolta dei suoi parlamentari, Bossi aveva convocato il gruppo della Camera e aveva esortato Tremonti a partecipare alla riunione per spiegare la questione. Ma il titolare di via XX settembre aveva declinato l’invito, facendo per di più sapere che il patto di stabilità non andava toccato, altrimenti non solo sarebbero saltati i conti ma prima ancora si sarebbe dimesso lui.
Chissà se la mossa del leader leghista, quella lettera, sia stata dettata da un sincero moto di stizza o se invece sia stato un colpo di teatro inscenato per placare gli animi dei suoi e convincerli a votare la fiducia al decreto anti-crisi. È certo che Bossi ha parlato di «marzo» come di una sorta di tempo limite: «Tremonti dice che deve fare i conti, che sta cercando di risparmiare i soldi per il federalismo fiscale. Staremo a vedere». Quella sorta di time-out serve al ministro dell’Economia, in attesa di nuovi appuntamenti europei, e soprattutto della trimestrale di cassa: perché c’è più di un timore sul crollo degli introiti derivanti dall’Iva, «e noi—ripete ogni volta Tremonti — dobbiamo stare attenti alle agenzie di rating: se declassassero il nostro debito sarebbe un disastro», vista la concorrenza dei titoli di Stato tedeschi e francesi. A marzo forse la situazione sarà più chiara, sebbene nessuno ne abbia certezza. Quando Tremonti dice che «si naviga a vista», è perché finora ogni previsione è saltata: l’anno scorso, a governo appena insediato, si riteneva che l’impatto della crisi in Italia sarebbe avvenuto in settembre, poi si spostò tutto a dicembre, e ora al primo semestre del 2009.
A marzo forse il ministero dell’Economia fornirà alla Lega ciò che chiede da tempo, e cioè una proiezione dei costi del federalismo fiscale, che ancora non c’è. «Eppure qualche dato ci dev’essere», andava ieri a memoria il sottosegretario Crosetto: «Se non ricordo male, durante il passato governo Berlusconi venne fatto uno studio. Il costo della riforma calcolato allora era superiore ai cento miliardi». Un’enormità di questi tempi. Perciò Tremonti invita gli alleati a un sano realismo. L’ha fatto capire ieri in Aula al Senato, svelando una verità che tutti già conoscevano: «Nell’attuazione del federalismo fiscale terremo in considerazione il vincolo esterno, cioè fare la riforma in un contesto di crisi. E l’obiettivo del governo è evitare che l’attuazione del federalismo finisca per intensificare e prolungare la crisi». Traduzione: non possiamo appesantire i conti pubblici.
Rispetto alla scorsa settimana le tensioni con la Lega sono diminuite, ma restano latenti. Lo testimoniano alcune battute salaci su Tremonti fatte da Bossi con autorevoli esponenti del Pdl. Ne sono prova i brusii dei senatori leghisti quando ieri il titolare dell’Economia ha detto all’Assemblea di palazzo Madama che «non è ancora possibile stimare i costi della riforma», elencando così tante variabili da prefigurare la difficoltà dell’operazione. Le parole di Tremonti hanno creato un problema al Carroccio, che attraverso il ministro Calderoli ha lavorato all’intesa con il Pd. Ora i democratici sono invece propensi a votare contro la riforma. Rischiano di spaccarsi, è vero. Ma non appoggiando il provvedimento metterebbero in crisi il progetto leghista, che mirava a una riforma condivisa con l’opposizione.
La partita sarà comunque lunga e complessa. Il momento della verità arriverà con i decreti attuativi, quando il ministro dell’Economia dovrà fornire i soldi per la riforma. Sarà allora che «Giulio» e «Umberto» metteranno alla prova il loro rapporto. Nessuno dei due intende anticipare i tempi: Tremonti perché confida in una situazione economica migliore, Bossi perché vuole che il federalismo venga varato definitivamente a ridosso delle Politiche del 2011. Avrebbe la campagna elettorale già fatta.
Francesco Verderami
22 gennaio 2009
15:08
Scritto da : grillocos
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Umberto Bossi e Giulio Tremonti (Ap)